11 Mirtul, 1356 DR – Meglio fortunati che bravi

Il fumo  della fragorosa esplosione si stava diradando. Pensai a quanto vicini eravamo stati dall’essere inondati dalla stessa valanga di morte. Solo per l’estrema accuratezza di Paula e la prontezza di riflessi dei miei compagni eravamo incolumi dopo una così stupefacente dimostrazione di come la magia può sciogliere l’acciaio, le ossa e il coraggio dei nemici. Gli esseri ripugnanti continuavano a bruciare mentre senza molti indugi entrammo nella camera funeraria. Si presentò come una stanza in pietra con travi di legno. Diverse alcove costeggiavano le pareti ed una struttura centrale in pietra suggeriva la presenza di una cripta sottostante. Dei simboli di Lathander e il nostro lungo cammino nel sottosuolo ci suggerirono la natura della nostra scoperta. Eravamo nelle camere funerarie di quello che un tempo fu il Tempio di Lathander ormai distrutto, quindi nel nostro peregrinare nel sottosuolo avevamo raggiunto le profondità sotto la città di Dagger Falls.

La cripta di Lathander a fuoco
Non ci lasciarono molto tempo, subito dopo queste rapide affermazioni delle urla dal fondo della cripta carpirono la nostra attenzione, sembravano provenire da una stanza dove delle botti colme di vino precedevano una scala che portava al piano superiore. Voci distinte in Westron preannunciavano uno scontro tra un gruppo di umani o umanoidi e probabilmente quei pochi immondi esseri che erano riusciti a sfuggire alla bruciante ira del fuoco di Mystra. Eravamo in un vicolo cieco. Se le bestie o le guardie ci avessero sorpreso in questa infelice posizione, non sarebbe bastata tutta la fortuna donata da Tymora per aver salva la vita. Non esitammo nemmeno un secondo, ma pochi passi e un respiro oltre ed una pesante grata precipitò dal soffitto sbarrandoci la strada e bloccandoci nella sala funeraria. Eravamo in trappola! Il fuoco magico si espandeva inerpicandosi sulle colonne e sulle travi di legno rubandoci l’aria fin nei polmoni. Un altro pesante respiro e la colluttazione con le guardie vomitò giù per le scale il suo tremendo risultato. Una decina di quei mostruosi insetti si accalcò sulla grata fuggendo disperatamente da un altro fuoco ma proiettandoli verso un’altra morte. Non eravamo in trappola, eravamo al sicuro! Ma con poco tempo e poca aria quindi con poca vita. La grata permise ai miei compagni di infierire facilmente sulle bestie. Zachary infilzò con estrema facilità un mostruoso nemico mentre Halfgrimur e Paula stavano cercando di aprire una pesante porta in pietra nelle vicinanze. In un attimo di paura Meena si mosse estraendo la sua spada scompostamente; l’elsa della spada conobbe il costato di Zachary che si piegò accasciandosi sul fianco dolente. Nel frattempo la mia abilità non si dimostrò superiore. Provando a spegnere l’incendio, riuscii a danneggiare la spada e a dar fuoco al mio mantello. Fu lì che capimmo. Indietro! Se da qualche parte c’è vita per noi non è certo in queste stanze. Ci torneremo in seguito se riusciremo ad avere salva la vita. Tornammo sui nostri passi arrivando nuovamente allo stagno di acqua limpida. Non c’è pace e nessun respiro è facile in quei luoghi. Paula si bloccò sul posto e pronunciò delle buffe parole dal suono nordico o orientale ma non ci fu tempo per sorridere. 
Le bestie sembravano due, poi quattro, poi ancora due. […]

Scrutammo due paia di occhi felini nel buio. Ci balzarono contro irrompendo dall’oscurità con troppa rabbia e troppe zampe per essere considerate dei mammiferi, no, certamente non lo erano, tremo ancora al loro pensiero. Zampe, tentacoli, artigli e zanne quanto di più mostruoso ci può essere in natura era condensato in queste creature che stavano per banchettare con le nostre carni. Grazie alla mossa di Paula non fummo presi di sorpresa e dal panico, una sequenza di frecce si levò nell’aria ma poche colpirono il bersaglio. Non capii. Le bestie sembravano due, poi quattro poi ancora due. Scomparivano e riapparivano a una spiazzante velocità. Provai a chiedere aiuto a Tyr per fermare questa stregoneria ma senza successo. Potemmo solo rincorrere le illusioni senza una strategia, ma con tutta la nostra rabbia chiedendo a Tymora un’alleanza. Ripensandoci oggi penso che troppo spesso  è meglio essere fortunati che bravi. Fu una sequenza di spade, frecce, e ferite…le nostre. Ma a un certo punto  fu una zampa a cadere e poi ancora e ancora senza lasciare scampo. Zeke e Arpino, feriti, si accanirono sulle bestie decretando la fine di una di loro. Nessun attimo di conforto, nessun respiro. Rincorremmo la seconda bestia sanguinante seguendo le tracce arrivando a una strettoia di fronte ad un muro impenetrabile quanto innaturale di rovi. Ancora una volta il mio spirito venne meno nel momento del bisogno. Ho ancora molto da imparare. Provai a distruggere quella barriera magicamente ma non fui all’altezza del compito. Fu quindi colpa mia se nel gruppo l’inquietudine e il turbamento si trasformò in tensione. Eravamo ad un passo dalla decisione pericolosa di dividerci per attraversare lo spinoso ostacolo.  Meena ci venne in aiuto portando anche pace nel gruppo e sciogliendo i rovi che ci bloccavano la strada. Procedemmo insieme arrivando a un bivio. Di fronte trovammo una porta sbarrata con i segni del passaggio della bestia ferita. Decidemmo di seguirla senza indugiare sul secondo percorso. Paula ci aprì ancora una volta il passaggio proferendo altre parole dallo strano suono. I cardini collassarono all’istante, il legno esplose dall’interno smembrando la robusta porta. Lo stupore non ebbe il tempo di mostrarsi sui nostri visi. Più rapidamente lo fece la paura e la sorpresa. In Trappola! Ancora!

… e invocai Tyr, la sua luce e la sua vita per esiliare i morti …

Eravamo finiti in una gabbia dove soggiornava la bestia ferita e oltre la gabbia una schiera di scheletri armati di archi si accorsero della rumorosa irruzione. Sfortunatamente mi trovai davanti al gruppo. Paula non si adagiò nel nostro stupore colpendo immediatamente la sanguinante pantera mostruosa con un missile magico. La bestia si accasciò al suolo morente ma il peggio non era passato. Un muro di frecce si diresse verso di noi. Mi piacerebbe descrivere la maestria con la quale uscii incolume da quel mortale incontro, ma Tyr mi impedisce di immaginare e accettare questa menzogna. Chiusi gli occhi dalla paura aspettandomi il peggio. Sentii il metallo delle punte accarezzarmi i capelli e le piume delle code sfiorarmi le guance. Ma furono Zeke e Arpino a essere i bersagli finali. Si,decisamente a volte è meglio essere fortunato che bravo. Mi ripresi dal colpo mancato e invocai Tyr, la sua luce e la sua vita per esiliare i morti ove la morte giace. Gli scheletri cominciarono a fuggire quando avvenne il peggio. Madarn e Halfgrimur si lanciarono contro la porta della gabbia. Li vedemmo scivolare al suolo proiettati come missili verso il fondo della stanza. L’elfo con estrema prontezza volteggiò contrastando l’inerzia della sua mortale direzione. Madarn non fu così abile. Il pavimento si aprì sotto di lui e lo ingoiò lasciandoci dentro le sue urla e l’immagine del suo volto che pancia a terra ci fissava scivolando all’indietro. Lessi nei suoi occhi la paura della consapevolezza, scivolava verso la morte con lo sguardo dell’inevitabilità. Quello sguardo durò pochi attimi…poi fu il buio, poi l’eco e poi il silenzio.

(XIX Sessione, 13 Aprile 2014)

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