11 Mirtul, 1356 DR – Nell’abbazia dei Giustizieri di Tyr

L’atrio che dava accesso allo studio era ingombro dal mobilio e da inutili cianfrusaglie. Odorava di legno, polvere e dell’inconfondibile aroma di carta pecudina accatastata in rotoli, maniacalmente ordinati, su grandi mensole di noce che sporgevano dai muri. Fatti pochi passi lo spazio pareva dissolversi in una spessa penombrae, non fosse stato per il ticchettare della pioggia e il leggero grattare della piuma d’oca sulla carta di un codice miniato, difficilmente sarebbe stato possibile accorgersi di una figura minuscola, curva su di un leggio, posto accanto all’unica finestra della camera. La luce di 3 grandi ceri era appena sufficiente a catturare i movimenti rapidi della mano la cui pelle era così sottile da risultare quasi trasparente, puntinata qua e là dai segni dell’età. Tutto il resto rimaneva nell’oscurità.

 

Lord Deren Eriach
La mano continuò a tracciare segni precisi sulla pergamena per qualche minuto poi, quando fu tempo di intingere la penna nel calamaio, si bloccò con un gesto delicato riponendo l’arnese con cura. Lord Deren rimaneva piantato sulla soglia in attesa di parola. Passarono diversi minuti prima che potesse distinguere, tra i rumori della notte, il debole respiro che veniva prodotto all’altro lato della stanza.
Che la fermezza di Tyr ti sostenga, maestro. – disse quando la pausa concessa gli parve adeguata per cominciare un discorso – spero di non disturbare il tuo lavoro.
Non ti preoccupare Lord Deren, la mia veglia è appena cominciata – la voce era un fruscio, ma pareva arrampicarsi sulle pareti come migliaia di piccole zampe di ragno – vieni avanti, così che i miei occhi possano vederti meglio.
L’Alto Giustiziere mosse un paio di passi oltre la soglia, irrigidito nelle articolazioni, pesante nel cuore: l’oscurità adesso lo cingeva, solo i tre ceri e la luce della finestra gli permettevano di orientarsi.
Il giovane Martello ha inviato nuovamente delle notizie dal suo pellegrinaggio nelle Valli. – ricominciò il Lord.
E’ ancora in compagnia della trasmutatrice? – fu la prima domanda dello scriba. Lord Deren annuì. – Allora la sua fede è forte, Tyr lo conforta. –
E’ un abbraccio fin troppo paterno – la voce dell’Alto Giustiziere dei preti di Tyr aveva qualcosa di sgradevole adesso – se gli copre gli occhi, forse non è adatto al compito che gli avete prospettato.
Pazienta, mio discepolo, pazienta; appena la verità sulla donna dell’est gli sarà rivelata capirà il volere degli dei e adempirà al suo destino: in lui giustizia e terrore avranno una sola casa. Le carte sono pronte, ho già provveduto ad inviarne copia a Mulmaster. –
Mulmaster
La guida dell’Abbazia dei Martellidi Tyr parve rassicurato da quella risposta, aveva ancora un dubbio e se lo sarebbe chiarito seduta stante, l’aria cominciava ad essere pesante e decisamente poco respirabile – Dunque, – ispirò cercando di non farsi notare – come mi devo comportare con il nostro fratello? –
Rassicuralo, fagli pervenire l’aiuto di Tyr – Lord Deren parve di carpire una punta di scherno in quelle parole – innalziamolo ancora, poniamolo sulla vetta più alta della virtù e della rettitudine, oltre l’attende il burrone… –

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