21 Alturiak, 1356 DR – Passato, presente, futuro

Ho commesso un errore. Un errore che potrebbe risultare fatale nel proseguo del nostro cammino. Mi sono lasciato condizionare – anche se per un instante soltanto – dal giudizio altrui. Non che non abbia mai avuto a che fare con i preti nei miei precedenti ingaggi ma più passo il tempo con essi più comprendo come sia difficile trovare un equilibrio tra i loro principi basati su una rigida moralità esteriore e i miei, dettati dalla logica e dal buon senso. Pensavo questo mentre osservavo Kloi e Paula affannarsi a lasciare dietro di loro l’immenso portale che conduceva alla tomba di Shraevyn.

… potenti incantamenti che avrebbero potuto…

Un pesante silenzio avrebbe regnato fino a quando un ramingo o uno stregone o un altro gruppo di avventurieri non avesse varcato quella soglia. Avrei dovuto prendere quelle pergamene, mi ripetevo.

Nessuno se ne sarebbe accorto tranne Paula che era vicino a me in quel momento o forse nemmeno lei.  Alla sera, poi davanti al fuoco, nel mio turno di guardia l’avrei svegliata intimandole di non emettere un suono o proferire parola. E lei avrebbe sfoderato un sorriso compiaciuto.
Potenti incantamenti che avrebbero dovuto essere nelle nostre mani, nelle mani di chi porta la Spada delle Valli. Nelle mani di coloro che non si arrendono al Destino ma lo incalzano come la stessa Tymora consiglia. Nelle mani di chi può sbagliare ma soltanto perché ha il coraggio di agire.

E se finissero in altre mani, ora? E se anche tra gli altri tesori di Shraevyn fossero nascosti oggetti in grado di poter risolvere la nostra missione? Tempo sprecato, tanti dubbi.
Halfgrimur, hai agito come i tuoi fratelli in fuga. Hai atteso.
 
[…]
 
Ora tutti dormono. Ripenso a quello che è successo oggi. Chiudo gli occhi.Dopo il feroce duello contro gli scheletri giganti, io e Zeke, in cuor nostro, ringraziavamo Kloi di essere la nostra guida spirituale. Il suo intervento prima dello scontro era risultato decisivo. Almeno un terzo delle creature non-morte impaurite dalle tremende parole pronunciate dal messo di Tyr si ritirarono nell’oscurità dalla quale erano sbucate. Eppure alla fine della giornata non sarei stato della stessa opinione…
 
la voce di Shraevyn sembrava chiamarci…

Ora, nel silenzio più assoluto, la voce di Shraevyn sembrava chiamarci. La salma del mago giaceva a mezz’aria. E sotto di essa la spada delle Valli irradiava una luce bluastra. Intorno al feretro le sfere opache ci ricordavano che dovevamo essere cauti. Così la nostra attenzione fu rivolta verso i tesori e le monete che si intravedevano all’interno di ciascuna delle otto porte ai lati della sala. Ma, dopo aver tentato senza successo di decifrare le rune magiche poste a protezione, Meena, sconfortata, preferì non rischiare. Paula e tutti noi fummo d’accordo.

Poi gli eventi si susseguirono rapidi e confusi.

Le sfere presero vita e rifletterono come fossero specchi prima le nostre sagome deformandole e poi tre scene distinte le quali presero corpo dinnanzi ai nostri occhi.
… e così prese via un battibecco e poi tutti quanti sfoderarono le armi…

Nella prima si distinguevano chiaramente tre uomini incappucciati seguiti da un gran numero di altri uomini. Che fossero Randal Morn, Mourngrym e Lashan? La spalla di uno dei tre capi, intenzionato a prendere la spada dalla tomba di Shraevyn, fu bloccata dalla mano del secondo e così prese via un battibecco e poi tutti quanti sfoderarono le armi e …

Nella seconda scena si vedevano molti di questi uomini a cavallo dirigersi a gran velocità verso la foresta di Cormanthor e all’orizzonte stagliarsi le cupole, a me familiari, di Myth Drannor.
imbattersi in strani filamenti rivelatisi poi frammenti di tele di ragno…

Nell’ultima scena invece un gruppo di quelli che potevano sembrare guide (come me, d’altronde) farsi strada in un bosco intricato e imbattersi in strani filamenti rivelatisi poi frammenti di tele di ragno (riconobbi i boschi di Spiderhaunt, a un paio di giorni di cammino a sud). La scena, raccapricciante, insistette nel massacro da parte dei ragni nei confronti dei malcapitati. Un dettaglio che destò subito l’attenzione di tutti fu una mappa che cadde dalla mano di una delle vittime.

 
… accettai quindi il volere della maggioranza

Dopo tale visione, Kloi e Meena si avvicinarono alle spoglie fluttuanti del mago. Anche io ne fui  attratto e mi accostai a Kloi. Avvertii subito un forte disagio. Il prete e Meena invece erano estasiati e i loro sguardi rapiti, immersi nell’aura blu. Feci per toccare la spalla di Kloi quasi replicando involontariamente la scena appena vista, quando Ellios tentò goffamente di immobilizzarmi. Non ci riuscì e nel frattempo Kloi estrasse dalla tomba l’arma raffigurata negli affreschi all’ingresso del palazzo e inginocchiandosi la porse ad uno stupito Zeke.

Seguì una discussione dai toni piuttosto accesi tra me e il resto del gruppo. La scelta di Kloi di affidare la spada delle Valli ad un rappresentante – seppur degnissimo –  del Cormyr non poteva trovarmi d’accordo. E anche il buon Zeke ne fu sopreso.
Nonostante la poca esperienza nell’arte bellica, Meena, il mezzelfo nelle cui vene scorre il sangue degli Eluarshee, avrebbe dovuto riceverla. Gli Umani – come ho potuto constatare – spesso tendono ad evitare ai propri figli l’assunzione di responsabilità adducendo giustificazioni inerenti la poca esperienza e la minore età. La decisione di Kloi fu probabilmente presa seguendo questo costume.

Accettai quindi il volere della maggioranza e chiesi come contropartita, ricordando a tutti che il mio compito all’interno del gruppo era di trovare le vie più rapide nei boschi e di difenderlo dai pericoli che non si potevano evitare, la spada lunga attualmente in dotazione a Zeke. Peggiorai la situazione.
Paula mi attaccò supportando le giustificazioni morali di Kloi, dal colorito sempre più paonazzo. Ellios, che covava ancora rabbia nei miei confronti per il “furto” del pendaglio di Tymora, schiumava come un lupo famelico.
Ripensandoci ora, non posso fare a meno di sorridere.
 
Con la pacatezza nel cuore lasciammo quindi la sala e ci dirigemmo verso la stanzetta dove avevamo trovato la placca d’argento. Ellios, spinto dalla rettitudine della sua coscienza, ripose al collo della statua di Tymora. Il gesto innescò il meccanismo di apertura dei portali e fummo costretti ad uscire dal palazzo senza poter indugiare.
 
Chi aveva paura dei ragni?
 
(VII Sessione, 26 luglio 2013)

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